Giudiziaria

FEMMINICIDIO DI VIALE TRIESTE, A BOLZANO: IL CASO FINISCE IN CASSAZIONE

Udienza il 21 ottobre. Sentenza impugnata da accusa e difesa

Foto: Ansa

Il femminicidio di viale Trieste a Bolzano finisce in Cassazione. È in programma il 21 ottobre l’udienza per discutere del ricorso presentato sia dalla Procura generale sia dalla difesa contro la sentenza della Corte d’assise d’appello di Bolzano che, il 25 gennaio, ha confermato la condanna a 24 anni per omicidio pluriaggravato inflitta in primo grado ad Avni Mecja. La sera del 22 ottobre 2022, il carpentiere di 29 anni uccise la compagna Alexandra Elena Mocanu, barista di 35 anni, con due martellate alla testa, nel loro appartamento di viale Trieste. Dopo il delitto scappò in Albania ma tornò in Italia il giorno successivo per costituirsi. In entrambi i gradi di giudizio, i giudici hanno ritenuto le attenuanti generiche (il corretto comportamento processuale e il versamento di una cifra a titolo di risarcimento in favore del figlio della vittima) equivalenti rispetto alle aggravanti (la condanna per stalking di due anni prima, e il fatto che il delitto si sia consumato contro la convivente). Nel ricorso in Cassazione la sostituta procuratrice generale Donatella Marchesini contesta il fatto che sia stata applicata la pena della reclusione, anziché quella dell’ergastolo; l’avvocato difensore Massimo Dal Ben sostiene che non ci sia una “connessione finalistica e temporale” tra le condotte persecutorie per le quali Mecja era già stato condannato e il delitto, che pertanto l’aggravante non vada contestata e che le attenuanti generiche vadano ritenute prevalenti.

22 Luglio 2025


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