Con il suo peggior bilancio economico dal dopoguerra realizzato nel 2020 l’Alto Adige si lecca le ferite e prova a rialzarsi. Grazie al massiccio intervento pubblico è stato possibile limitare gli effetti negativi. Secondo il barometro primaverile dell’Ipl il numero di lavoratori dipendenti risulta in calo. Grazie al blocco dei licenziamenti ed agli ammortizzatori sociali è stato possibile mantenere il tasso di disoccupazione a livelli moderati, 3,7%. Lo scorso anno è stato un “annus horribilis” per il settore turistico, con una riduzione dei pernottamenti pari a -35%. Alcuni settori sono stati in parte risparmiati dalla crisi, come l’export che sostanzialmente ha tenuto. Il 2021, secondo l’Ipl, è iniziato sfavorevolmente con una stagione invernale completamente saltata. Il clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini rimane contenuto, ma si inizia a intravedere uno spiraglio di ottimismo: con l’avanzare della copertura vaccinale della popolazione e una ritrovata libertà di circolazione, la ripresa nei prossimi mesi dovrebbe rafforzarsi. Tuttavia, l’andamento negativo del primo trimestre peserà in modo determinante sul risultato complessivo del 2021. Gli esperti prevedono si possa raggiungere un tasso di crescita economica del 3,5% al massimo. Sul fronte occupazionale l’assessore provinciale Philipp Achammer ha confermato il lavoro della giunta per le politiche attive sul lavoro. [mda]




