Il Consiglio di Stato ha ridato speranza ai gestori di sale gioco dell’Alto Adige di ottenere la soppressione o una modifica consistente del cosiddetto distanziometro, cioè della distanza minima di 300 metri di raggio da un luogo sensibile entro i quali non può operare una sala gioco. Dopo il rigetto di molti ricorsi dei gestori da parte del Tar di Bolzano, ora il Consiglio di stato – in sede di appello – ha disposto una super consulenza per verificare se la distanza minima di 300 metri abbia un effetto espulsivo dalla città di tutte le attività legate al settore. In sostanza gli esercenti sostengono che con le regole disposte dalla Provincia venga preclusa la possibilità di installare sale gioco su quasi il 99 per cento del territorio urbano. La perizia è stata affidata al professor Cesare Pozzi, docente di economia dell’impresa. Uno dei primi legali a sostenere il presunto effetto espulsivo della legge provinciale in vigore è stato l’avvocato Walter Moccia (mda)
IL CONSIGLIO DI STATO RIMETTE IN DISCUSSIONE LA LEGGE ANTI SALE GIOCO DELLA PROVINCIA DI BOLZANO. DISPOSTA UNA PERIZIA SUL LIMITE DEI 300 METRI DAI LUOGHI SENSIBILI
1 Luglio 2017
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