CONGRESSO DEL SINDACATO DEI TRASPORTI A BOLZANO: “SERVONO ACCORDI DI SECONDO LIVELLO”

“In Alto Adige nel settore dei trasporti non manca l’occupazione, manca la ‘buona’ occupazione”: così la segretaria Anita Perkmann (nella foto), riconfermata alla guida della Filt/Cgil durante il congresso provinciale. La richiesta del sindacato è di maggiore legalità e rispetto dei diritti, soprattutto dei contratti collettivi, assieme a più tutela e sicurezza. “Rappresentiamo – ha proseguito – tanti lavoratori con mansioni considerate dalla legge usurati, tra questi autisti, macchinisti, capotreni e camionisti. Lavori già di per sé usuranti, sono resi ancora più stressanti da pause inesistenti, ritmi serrati di guida, turni caricati di ore di straordinario, riposi insufficienti per il recupero psico-fisico”. Secondo Perkmann, sulle condizioni di lavoro le aziende potrebbero incidere maggiormente: “Sono minimi gli interventi effettuati da parte datoriale per alleggerire i turni. Troppo spesso in nome del massimo profitto si caricano eccessivamente i lavoratori e così facendo si mette a rischio la sicurezza di lavoratori e utenti”. Considerato l’andamento positivo dell’economia altoatesina e l’aumento degli investimenti della Provincia nel settore trasporti, Perkmann chiede inoltre una redistribuzione della ricchezza tramite accordi di secondo livello territoriale e aziendali. Al momento le maggiori preoccupazioni della categoria sono relative al trasporto pubblico locale. “Nel settore – ha rimarcato la segretaria – serve un accordo territoriale. Solo così si può creare una base di partenza uguale per tutte le aziende, riconoscendo la professionalità dei conducenti, incaricati di pubblico servizio. Inoltre in questo modo si possono migliorare le condizioni di lavoro, fissando in 12 ore di nastro il limite massimo dei turni, e aumentare i salari, attualmente troppo bassi”. Per tutti i lavoratori del trasporto pubblico la richiesta è di un salario minimo di 1.500 euro e il riconoscimento delle condizioni di lavoro particolari. “In confronto ad altri settori dei trasporti – ha precisato la segretaria – i salari necessitano di un’integrazione a livello locale. Non è possibile che un conducente di linea guadagni a malapena 1.300 euro e che debba lavorare 50 ore e oltre per meritarsi un salario dignitoso”. La Filt esorta infine a denunciare pratiche malsane nel settore del trasporto persone, come il doppio turno, lo sforamento dell’orario di lavoro massimo, l’insufficienza di pause previste per legge o la mancanza del riposo settimanale, con la richiesta contestuale di maggiori controlli e penalizzazioni per le aziende che infrangono le leggi. “Chiediamo serietà nelle gestione di aziende pubbliche e private e dirigenti competenti. Serve una gestione seria e responsabile delle imprese, che si dimostri anche rispettosa dei dipendenti. In sintesi un’azienda che sappia essere a servizio di un servizio pubblico”, ha detto la segretaria Perkmann.

19 Ottobre 2018


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