Si fa sempre più teso il clima a livello nazionale e locale dopo la decisione dell’Austria di ripristinare i controlli al Brennero. L’Austria ha fatto sapere che non accoglierà più di 80 profughi al giorno. Sulla vicenda è intervenuto il commissario europeo Dimitris Avramopoulos, che ha dichiarato che il tetto che l’Austria intende imporre sull’accoglienza dei richiedenti asilo sarebbe chiaramente incompatibile con gli obblighi europei e internazionali. Dello stesso avviso è il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ha intenzione di verificare la fondatezza delle decisioni prese dall’Austria. Intanto, il governatore trentino, Ugo Rossi, ha incontrato a Bruxelles un gruppo di europarlamentari per discutere di varie questioni, tra cui le annunciate barriere anti immigrati al Brennero. In merito alla prospettata decisione dell’Austria di istituire controlli nella gestione del flusso dei profughi, Rossi ha chiesto, anche a nome di Tirolo e Sudtirolo, di cercare di far capire che è in gioco anche il progetto di una sperimentazione di Europa che è nato dal basso, quello dell’Euregio, e che un confine al Brennero rischia di mettere in discussione. Intanto, si allunga l’elenco di quanti hanno deciso di partecipare sabato alla catena umana al Brennero per protestare contro le annunciate barriere volute dall’Austria. Le Acli e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta hanno deciso di aderire all’iniziativa.
CLIMA SEMPRE PIU’ TESO AL BRENNERO. L’AUSTRIA NON HA INTENZIONE DI ACCOGLIERE PIU’ DI 80 PROFUGHI AL GIORNO. PER L’UE IL TETTO E’ INCOMPATIBILE CON GLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI
18 Febbraio 2016
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