Se è vero che le difficoltà aguzzano l’ingegno, il comitato organizzatore della Ciaspolada può candidarsi per una laurea honoris causa. Mai come quest’anno, infatti, lo sforzo necessario per allestire il percorso e permettere agli oltre 3.700 concorrenti di correre con le racchette da neve in tutta sicurezza su un fondo adeguato si è rivelato tanto ingente. L’assenza di precipitazioni, ancora più marcata rispetto all’edizione precedente, ha infatti costretto lo staff ad attendere fino all’ultimo prima di scegliere il teatro di gara, decidendosi infine per la pista da sci di Monte Roen. Si è trattato di un’opzione che ha proposto ai ciaspolatori un dislivello prima in salita e poi in discesa del tutto inedito, ma che ha permesso loro di correre o camminare sul un fondo ideale per questa disciplina e questo aspetto è stato molto apprezzato dai concorrenti, che di norma vogliono sentire la ne ve scricchiolare sotto i loro piedi, anche a costo di sudare un po’ di più.
L’esperimento può dunque dirsi riuscito e potrà essere ripetuto senza timori in futuro qualora dovessero ripresentarsi condizioni ambientali così particolari. Oltre alla penuria di neve, fra il resto, stavolta ci si è messo anche il vento, che la notte prima della gara ha provveduto a ribaltare transenne, striscioni e gonfiabili e a spostare la neve portata nella parte alta, ma anche a questo inconveniente ha posto subito rimedio la squadra di volontari, che è intervenuta rapidamente dopo aver lavorato tutta la notte per allestire al meglio il tracciato. Chi ha ringraziato di cuore il clima sono stati i due vincitori Alessandro Rambaldini e Laia Andreu Trias, specialisti della salita e della discesa, ai quali la pendenza ha dato una bella mano per salire sul gradino più alto del podio.
E a proposito di cuore, un’altra piccola gran de vittoria per l’organizzazione è arrivata grazie ai rapidissimi soccorsi portati durante la gara ad un concorrente che ha dovuto fare i conti con gravi problemi cardiaci. Operato d’urgenza al S. Chiara, ora sta bene e deve probabilmente ringraziare quanto accaduto, perché l’incidente gli ha permesso di conoscere e curare una patologia a lui fino a ieri ignota. Suggestiva è stata anche la partecipazione di 54 ragazzi africani e del Bangladesh ospitati presso all’Ostello Madonna della Neve di Castelfondo, che hanno potuto toccare con mano prima l’accoglienza riservata loro dalla Val di Non, poi la consistenza della neve, sconosciuta nei loro paesi di origine.
Ora il comitato guidato da Gianni Holzknecht guarda già all’edizione 2016, ma prima potremo rivedere quanto accaduto domenica grazie ad un ampio servizio che verrà trasmesso da RaiSport 1 domani alle ore 19.45 e in replica mercoledì dopo le 18.20.
LA CIASPOLADA HA SUPERATO UN’ALTRA PROVA DOMANI UN AMPIO SERVIZIO SUL RAISPORT 1
5 Gennaio 2015
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