Trovarsi improvvisamente con una persona in coma, doverla ricoverare in un centro per lungodegenti e trovarsi costretti a pagare un importo importante per la sua degenza che non viene riconosciuta come ricovero sanitario, ma come spesa alberghiera. Una follia che caratterizza i centri di lungodegenza altoatesini, fra i quali il Firmian di Bolzano. In Alto Adige, infatti,il costo del ricovero non è a carico totalmente del servizio sanitario pubblico, come accade in tutto il resto d’Italia, ma i costi ricadono sui congiunti dei pazienti non autosufficienti. E questo malgrado il fatto che il diritto alle cure sanitarie è regolato dalla Costituzione e dalle sentenze del Consiglio di Stato. Dopo il ricovero in stato di come vigile della moglie, Maurizio Puglisi Ghizzi ha tentato di lottare contro questa condizione. Il risultato è stato che a partire dallo scorso gennaio, la retta è aumentata di un euro al giorno, passando da 1.583 a 1.614 euro al mese. Una somma che gli ha cambiato la vita, anche da un punto di vista economico.”Oggi lavoro per portare a casa la pagnotta e cercare di garantire ai miei figli un esistenza decorosa”, ha dichiarato ai nostri microfoni, “non mi posso più permettere nulla di quello che esce dal quotidiano: una pizza, una vacanza… Questa faccenda mi sta distruggendo da un punto di vista emotivo ed economico”. Alto Adige nel Cuore/Fratelli d’Italia si sta occupando del caso riguardante la moglie di Maurizio Puglisi Ghizzi e di tutti i pazienti in coma o in coma vigile del centro di lungodegenza Firmian di Bolzano. Il soggetto politico presenterà una mozione in consiglio provinciale nel prossimo mese di marzo per chiedere alla Giunta di intervenire con urgenza affinché a tutti i pazienti interessati, per i quali il ricovero costituisca l’unica possibilità terapeutica e di mantenimento in vita, e ai loro congiunti, venga garantita la totale gratuità delle spese di ricovero, cura e degenza.[at]
SANITA’: FDI CHIEDE DEGENZE GRATUITE PER CHI E’ IN COMA

14 Febbraio 2020
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