“Il fenomeno dell’immigrazione in Europa non si può fermare, neanche con la chiusura dei confini. Queste persone stanno fuggendo da guerre, dalla fame o da realtà caratterizzate da gravi instabilità economiche. Il nostro compito è quello di analizzare tali migrazioni, reagendo con interventi politici significativi ed adeguati. Solo così l’integrazione potrà avere successo e si potranno ottenere vantaggi reciproci all’insegna dell’apertura, a maggior ragione in un settore come l’artigianato.”
Lo ha detto la parlamentare europea Cecile Kyenge nell’ambito della Giornata dell’Artigianato a Bolzano, promossa all’insegna del motto “L’integrazione nell’economia e nella società”. In Alto Adige l’introduzione dei migranti all’interno del tessuto sociale si trova ancora nella propria fase embrionale. Eppure per l’Alto Adige integrare 1485 richiedenti asilo – il 0.9% della somma totale a livello nazionale – nel mondo del lavoro e nella società si sta rivelando una sfida decisamente impegnativa:
“In considerazione delle loro strutture flessibili, della loro inventiva e della loro passione per la formazione, le nostre aziende possono indubbiamente garantire un importante contributo all’integrazione di queste persone, afferma il vice direttore di lvh.apa Walter Pöhl. La necessità di confrontarsi con la tematica in ogni caso esiste ed i vertici di lvh.apa Confartigianato Imprese ne sono consapevoli: “Se vogliamo ottenere delle soluzioni vincenti, dobbiamo inevitabilmente adottare delle prospettive diversificate – ha sostenuto il presidente degli artigiani altoatesini Gert Lanz -. Non necessitiamo di un sistema unitario che vada bene per tutti, bensì di una chiave utile ad aprire diverse porte ed a farci percorrere strade alternative di successo”.


