A settembre 2026, l’indice del clima di fiducia dei consumatori trentini si attesta a -19,8 punti, registrando un valore stabile rispetto a maggio. Il dato locale si dimostra migliore sia della media nazionale sia di quella del Nord Est, pur rimanendo inferiore ai livelli di Germania e Unione Europea. Sebbene il bilancio economico della maggior parte delle famiglie rimanga invariato, il 40,9% dichiara di riuscire appena a far quadrare i conti. Si osserva inoltre un lieve peggioramento delle aspettative sull’economia provinciale, con i giudizi negativi che salgono al 46,0%.
La propensione all’acquisto di beni durevoli mostra un timido miglioramento, anche se prevale ancora un forte orientamento alla prudenza. I rincari dei carburanti e dei prodotti energetici condizionano la capacità di spesa di oltre il 90% degli intervistati nella provincia. Di conseguenza, circa la metà dei consumatori ha dovuto modificare le proprie abitudini di mobilità quotidiana per contenere i costi. La pressione inflazionistica sta spingendo i cittadini a tagliare le uscite rinviabili, come l’abbigliamento e la ristorazione.
Il presidente della Camera di Commercio, Andrea De Zordo, sottolinea che l’andamento dei consumi è cruciale per la tenuta del sistema. Il direttore del Crtcu, Carlo Biasior, suggerisce infine di difendere il potere d’acquisto cambiando fornitori, surrogando mutui e cercando migliori tassi sui depositi.[Vs]



