BRESSANONE. DA 4 ANNI IN COMA DOPO UN TUFFO IN PISCINA. DUE BAGNINI A PROCESSO

Un bagnino ed un responsabile della sicurezza sono a processo, davanti al giudice di pace di Bressanone, in Alto Adige per lesioni colpose gravissime. L’udienza, in programma ieri a Bolzano, è stata rinviata a causa dello sciopero nazionale degli avvocati. I fatti si riferiscono al 7 giugno del 2014 quando un ragazzino di 12 anni venne salvato in extremis dalla vasca olimpionica esterna dell’Acquarena, che proprio quel giorno apriva i battenti per la stagione estiva. Ad accorgersi che sul fondo della vasca c’era un corpo esanime fu una ragazzina minorenne, che allertò il bagnino, presente a bordo vasca. Il bagnino recuperò a quel punto il ragazzino, riportandolo a galla: il ragazzino, che sarebbe rimasto sott’acqua alcuni minuti, non riprese però mai più conoscenza e da quel momento è in coma e vive da quattro anni in stato vegetativo. Viene accudito dai genitori, una coppia di origine straniera da molti anni residente in Alto Adige. A processo si trovano il bagnino, che quel giorno aveva l’incarico di sorvegliare la vasca olimpionica, ed il suo coordinatore, che secondo l’accusa non avrebbe gestito a dovere il servizio di salvataggio all’Acquarena.

22 Novembre 2018


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