Momenti di tensione al Brennero tra i manifestazioni e le forze di polizia austriache in occasione della manifestazione dei centri sociali promossa per la libera circolazione delle persone e contro la costruzione di barriere anti migranti, annunciata dall’Austria. Capofila dell’iniziativa è stato il Teatro polivalente occupato di Bologna, proprio uno dei suoi leader, Gianmarco De Pieri, è stato fermato dagli agenti e condotto in caserma. I manifestanti sono arrivati con cinque pullman per un totale di 300 persone, tra loro anche Sel e Rifondazione comunista oltre a vari parlamentari, tra cui l’altoatesino Florian Kronbichler. I dimostranti, con addosso i giubbotti salvagente arancioni per ricordare le vittime del mare durante l’esodo dei profughi, si sono mossi verso il confine austriaco. Gli agenti, circa 400, hanno allestito un punto per bloccare i manifestanti. Il luogo era stato contrassegnato con le strisce bianche e rosse in uso alla polizia e dietro sono state montate delle transenne metalliche. Alle spalle delle transenne i poliziotti in tenuta antisommossa per evitare i disordini che si erano registrati nel corso dell’ultima manifestazione a seguito dei quali erano rimasti feriti due agenti austriaci. Quando i manifestanti sono giunti a poca distanza dai poliziotti, hanno stracciato il nastro rosso e bianco ed hanno gettato alcuni oggetti, ombrelli colorati e giubbotti salvagente, contro gli agenti. A questo punto da parte austriaca sono state lanciate alcune cariche di gas urticante che hanno investito i ragazzi, che si trovavano nelle prime file. Contemporaneamente sono giunti di fronte alla folla due veicoli blindati con gli idranti. Il giovane fermato è stato bloccato dalla polizia austriaca mentre i manifestanti stavano tornando in territorio italiano e il giovane stava parlando al microfono. De Pieri è stato preso da una decina di poliziotti e, come detto, condotto in caserma. La notizia del fermo è cominciata a circolare sui social network di attivisti di Bologna. De Pieri è infatti tra i leader di uno dei centri sociali della città. Il giovane è stato sentito dagli agenti con l’ausilio di un interprete e successivamente è stato rimesso in libertà. Ad attenderlo sul lato austriaco della frontiera vi erano i partecipanti del corteo che hanno improvvisato un sit in sedendosi sulla sede stradale di fronte ai poliziotti. Il giovane non ha saputo spiegare il motivo del suo fermo, ma ha detto “sono stato fermato perché ero uno di quelli che hanno parlato di più nel corso della manifestazione”. Immediate le reazioni politiche. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, coordinatore nazionale di Sel ha commentato l’azione autriaca come un fatto grave. Il fermato aveva varcato il confine austriaco mostrando un passaporto viola con scritto “world passport”. Dopo il fermo del militante bolognese, il corteo del Brennero è tornato sul lato italiano del confine dove si è sciolto.
Ascoltiamo Gianmarco De Pieri:





