L’emergenza coronavirus finisce in Procura. La magistratura di Bolzano ha infatti disposto una serie di accertamenti preliminari a seguito della presentazione di due esposti a livello nazionale che riguardano l’assenza di presìdi di difesa sanitaria per i medici impegnati in prima linea nella cura dei pazienti e forme di bassa speculazione con aumenti repentini di prezzi per mascherine e igienizzanti per le mani. A richiamare l’attenzione dei magistrati anche il centro tutela consumatori utenti di Bolzano. E un’altra inchiesta è stata avviata dalla Procura di Bolzano e riguarda la fornitura di mascherine anti contagio all’Azienda sanitaria dell’Alto Adige che le ha acquistate in Cina. Si tratta di una partita consistente di mascherine fatte giungere in Alto Adige con un volo che ha fatto scalo a Vienna perché parte dei presìdi anti contagio sono stati distribuiti anche negli ospedali del Tirolo austriaco. In Alto Adige, però, secondo una segnalazione fatta pervenire in Procura, sarebbe stata ignorata una perizia di un medico virologo austriaco che avrebbe rilevato l’inadeguatezza del prodotto che non permetterebbe di coprire perfettamente bocca e naso degli operatori sanitari. Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte del sostituto procuratore Igor Secco (nella foto) [mda]
BOLZANO, L’EMERGENZA CORONAVIRUS FINISCE IN PROCURA

8 Aprile 2020
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