Sono saliti a tre gli attentati incendiari, messi a segno in Trentino contro gli alpini e contro l’adunata. La pista seguita dagli inquirenti sarebbe quella anarco-insurrezionalista. Si è trattato, lo ricordiamo, di un primo incendio sulla linea del Brennero, a Lavis. Una seconda centralina di controllo della velocità è stata presa di mira nella zona di Villazzano lungo la linea ferroviaria della Valsugana con il collegamento Trento-Bassano. Nella galleria Albi di Civezzano ignoti sempre nel corso della notte hanno anche manomesso i sensori paramassi. Lungo la tratta della Valsugana un nuovo allarme è scattato poi nei pressi di Caldonazzo, dove è stata divorata dalle fiamme la scatola dei comandi per gli scambi dei treni. Gli episodi, a quanto si apprende dagli investigatori, sarebbero, come detto, da inquadrare in un rinnovato attivismo anarchico in Trentino, slegato però dall’episodio di occupazione di studenti di area anarchica di Sociologia a Trento dei giorni scorsi, in vista dell’adunata nazionale degli alpini. Intanto è pressoché unanime la condanna delle istituzioni. “Non ci fermano – ha detto il governatore Rossi – e l’Adunata è e sarà una festa. Ottimo il funzionamento delle previste procedure di emergenza e grazie a tutti quelli che stanno lavorando per limitare i disagi agli utenti”.
Gli attentati incendiari hanno causato la soppressione e il ritardo di numerosi convogli, 4 frecce, 3 Intercity e 9 regionali hanno subito ritardi fino a 130 minuti, 24 regionali sono stati cancellati e 10 sostituiti con autocorriere. I disagi hanno interessato circa 60 mila persone, a ripristinare in poche ore il funzionamento di tutte le apparecchiature danneggiate 40 addetti di rete Ferroviaria Italiana.
A fare il punto della situazione il capo della protezione civile di Trento Stefano De Vigili:



