Le critiche non arrivano soltanto dai democratici. Arrivano da falchi repubblicani, commentatori conservatori e perfino da tradizionali sostenitori di Israele. L’accusa è semplice: dopo tre mesi di guerra, migliaia di morti e miliardi di dollari spesi, gli Stati Uniti ottengono più o meno ciò che avevano prima del conflitto, mentre l’Iran riceve nuove aperture economiche, investimenti internazionali e un graduale alleggerimento delle sanzioni.
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