I numeri delle infezioni Covid in Alto Adige stanno aumentando e con loro, purtroppo, anche quelli delle persone che devono essere ricoverate in ospedale. In alcuni ospedali si stanno creando nuovi reparti dedicati a pazienti Covid, fa sapere l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Questo andrà a scapito degli interventi non urgenti già pianificati. Anche se la situazione nelle Terapie Intensive – grazie alle vaccinazioni – è migliore rispetto all’inizio della pandemia, sempre più persone sono costrette a chiedere aiuto in ospedale. Fino ad ora, in alcuni ospedali era possibile curare i pazienti infettati in stanze singole che si trovavano all’interno di altri reparti, sempre seguendo le più severe misure igieniche per il contenimento dei contagi. Ora però, i singoli ospedali, come ad esempio quello di Merano, stanno iniziando ad allestire delle zone separata – come nei primi giorni della pandemia – che fungeranno da reparti Covid. Il Direttore generale Florian Zerzer sottolinea le conseguenze di tali decisioni: “Bisogna dirlo chiaramente – ogni letto Covid manca altrove, inoltre ci mancano comunque 400 professionisti a causa delle sospensioni. Purtroppo, questo significa che dobbiamo rinviare numerosi interventi chirurgici non urgenti e già programmati”. Tali provvedimenti non si applicano alla chirurgia d’urgenza o alla chirurgia oncologica, che continuano ad essere garantite. Anche il cosiddetto contact tracing si sta rivelando difficile a causa dell’alto numero di casi. Per limitare il più possibile la trasmissione del virus, Zerzer fa quindi appello al senso di responsabilità delle persone infette affinché si isolino immediatamente nel momento in cui cominciano ad avvertire i sintomi. L’Azienda sanitaria rinnova quindi l’appello urgente a farsi vaccinare. [fm]
ALTO ADIGE. L’AUMENTO DEI RICOVERI FA SLITTARE GLI INTERVENTI NON URGENTI

Foto: Italpress ©
11 Novembre 2021
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