Presenti le massime autorità civili e sportive, tra cui il ministro Andrea Abodi, Giovanni Malagò e Luca Pancalli, insieme a tanti protagonisti dello sport italiano. A celebrare la funzione don Marco Pozza, che nell’omelia ha ricordato la straordinaria capacità di Zanardi di rialzarsi e reinventarsi, definendolo un uomo capace di trasformare ogni limite in opportunità. Forte anche il ricordo della famiglia: “Combattente” è stato il termine scelto per descriverlo, mentre il figlio Niccolò ha raccontato l’Alex di casa, fatto di semplicità e sorrisi quotidiani. Zanardi lascia un’eredità che va oltre lo sport: un messaggio universale di forza, speranza e positività, destinato a restare nel tempo.
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