ACCORDO GOVERNO-ASPI PER LA TRANSAZIONE, ENTRERà CDP

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ROMA (ITALPRESS) – C’è l’accordo tra il Governo e Autostrade per l’Italia per risolvere la questione delle concessioni. Entro fine luglio Cassa Depositi e Prestiti e i ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture avvieranno una transazione con Aspi per la graduale uscita dei Benetton dall’assetto azionario e l’ingresso di Cdp e altri investitori. La revoca della concessione scatterebbe solo in caso di mancato successo della transazione. Questo l’esito del lungo Consiglio dei Ministri iniziato nella tarda serata di ieri, sospeso due volte per poi riprendere alle 3.30 circa e terminare poco prima delle 5.30 di oggi.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli in avvio di Cdm ha svolto un’informativa sulla vicenda, con le possibili alternative per risolverla.
Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario e nuovi contenuti per la definizione della controversia. “Considerato il loro contenuto – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm -, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”.
La proposta prevede specifici punti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario.
Per la transazione la proposta prevede “misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162); rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria”.
Sul fronte dell’assetto societario, “in vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva – spiega la nota di Palazzo Chigi -, Atlantia e ASPI si sono impegnate a garantire:
l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso: la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP; l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa”.
“Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante – conclude la Presidenza del Consiglio -. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento”.
(ITALPRESS).

15 Luglio 2020


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