Il padre della piccola Stella, undici anni appena, morta, dopo aver maneggiato per gioco la pistola d’ordinanza del papà poliziotto, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo ed omessa custodia di armi. Un atto dovuto, precisano subito gli inquirenti, che rende ancora più devastante la tragedia, che si è consumata il primo giorno dell’anno nel piccolo paesino di Pregàsina, sopra il lago di Garda. Oggi si terrà l’autopsia sul corpo della ragazzina. La questura di Trento intanto quasi certamente avvierà un procedimento disciplinare interno nei confronti del padre, l’agente della Polstrada Elvio Pederzolli. Il regolamento prevede che l’arma d’ordinanza per ragioni di sicurezza sia custodita sempre sottochiave adottando tutte le misure di precauzione. Pare che Pederzolli, il giorno della tragedia, dovesse prendere servizio lungo l’A22 per il consueto pattugliamento notturno. Potrebbe così aver lasciato l’arma momentaneamente in un cassetto non chiuso a chiave. Resta tutta la gravità relativa al fatto che la pistola fosse carica e con il colpo in canna. Intanto gli accertamenti balistici hanno appurato che i colpi partiti dalla pistola d’ordinanza Beretta sono tre. Il primo è uscito da una finestra, il secondo si è conficcato in un muro della stanza, il terzo ha colpito la bambina alla testa uccidendola all’istante. Gli inquirenti sono propensi a credere che, dopo il primo colpo, Stella non sia più riuscita a controllare l’arma a seguito del contraccolpo e dello spavento.
LA TRAGEDIA DELLA BIMBA: TRE I COLPI DI PISTOLA. IL PADRE ACCUSATO DI OMICIDIO COLPOSO
3 Gennaio 2015
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