FESTIVAL DELLE RESISTENZE. FOLLA PER PAOLO ROSSI

Settima edizione del Festival delle Resistenze contemporanee, dopo l’esordio col botto di Patrizio Roversi in mattinata, anche l’appuntamento in prima serata con Paolo Rossi ha fatto da magnete ad almeno 300 persone che hanno stipato il tendone di piazza Matteotti all’interno e all’esterno.
Il comico di origine goriziana ma milanese da sempre ha intrattenuto la platea con la sapiente moderazione del giornalista radiofonico Paolo Mazzucato, tra aneddoti divertenti e riflessioni di spessore. Rossi ha ricordato la sua infanzia a Monfalcone, quando una compagnia teatrale che si esibiva in un tendone gli ha dato una sorta di imprinting per quello che poi sarebbe stato il suo modo di fare teatro: ovunque. “Io ho fatto teatro anche in alberghi e case. Ma non ho inventato nulla, perché a teatro si ruba ma non si copia. L’importante è avere curiosità, ascoltare”.

Il tema della discussione era la rianimazione, ma non nel senso clinico: “Quando con mia figlia sono andato in un villaggio turistico e ho visto il livello dell’animazione, ho capito che c’era bisogno di una nuova forma di animazione, ovvero una ri-animazione. Da questa riflessione è nato anche il mio spettacolo “Romeo e Giulietta”, che pur essendo un pezzo scespiriano riproduce la struttura dei villaggi turistici”.

Ribelle (“ma non rivoluzionario: sono due cose diverse”, precisa) ancora oggi a 64 anni, Rossi ha parlato del suo progetto di teatro popolare con attori over 65 non professionisti: “Tutto nasce dalla collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano e con il suo direttore Walter Zambaldi. Quando mi ha parlato dei loro progetti con i bambini, ho detto: perché non lo facciamo con gli anziani? In fin dei conti hanno tanto tempo libero. Siamo tutti curiosi, non so cosa ci attende, so solo che adatteremo gli spettacoli ai luoghi in cui dovremo recitare. Come prima cosa sto verificando se nei posti dove ci esibiremo ci sono vie di fuga…”.

Rossi ha anche affrontato il tema del Festival: a cosa vale pena resistere oggi. “Eh, avrei una lista di cose… Di resistenze quotidiane, dall’arrivare alla fine del mese alla ricerca di un lavoro, all’attesa per una visita in ospedale. Il teatro invece, che è una componente fondamentale della cultura italiana, più che resistere deve dimenticare 30 anni di bombardamento anticulturale da parte delle tv commerciali. Deve ripartire da zero. Bolzano come città culturale? Mi ricorda Hong Kong senza grattacieli. Io ho girato da Bolzano a Barletta, da Londra a Hong Kong. Ecco, Hong Kong è una terra mista di confine e mi ricorda Bolzano, tranne i grattacieli ovviamente, e il cibo cinese, che qui non ho ancora assaggiato perché c’è troppa roba buona”.

GLI APPUNTAMENTI DI  – LUNEDÌ 24 APRILE, giornata dedicata al tema del confine, vedrà la piazza animarsi dalle 10 in poi, quando sotto il tendone di piazza Matteotti ci sarà la premiazione del concorso “Testimoni di coraggio civile”. Gli oltre 300 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia concluderanno un intero anno di lavoro dedicato a persone che hanno testimoniato il loro coraggio nell’ambito della lotta alla mafia.
Alle 16 “Parole e fatti di responsabilità sociale di giovani e mass media”. Presentazione dell’infografica sul percorso “Si gioca sul serio! E tu che fai?”, attualmente attivo dentro la Piattaforma delle Resistenze, sulle azioni di responsabilità avviate e sul loro impatto. Dialogo aperto moderato da Carmela Marsibilio (Rai radio2) e Francesca Re (Sanbara-dio TN) rivolto a mass media, giovani, docenti ed operatori dell’ambito giovanile.
Alle 18.30 dialogo sul valore del confine con la famosa giornalista e scrittrice trentina ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI dal titolo “”Confine: due facce della stessa medaglia”. Una riflessione sui confini da parte di chi è vissuta sullo spartiacque tra culture diverse. Moderazione a cura del giornalista e storico del giornalismo Giancarlo Riccio.
Chiusura alle 21 con “Il vero viaggio è l’imprevisto”: il noto cantautore VINICIO CAPOSSELA dialogherà con Pierfrancesco Pacoda sui temi del viaggio, dell’erranza e del superamento dei confini metaforici. Per Capossela spostarsi è una sorta di forma essenziale di ispirazione. Chi meglio di lui, quindi, per dialogare assieme al pubblico del Festival sul tema del viaggio e dell’attraversamento di tanti confini?
Il programma completo e gli approfondimenti sul sito www.piattaformaresistenze.it.

23 Aprile 2017


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