I primi risultati delle indagini per la tragedia di Trento hanno portato la conferma che Gabriele Sorrentino, l’investitore finanziario che ha ucciso i suoi due figlioletti per poi togliersi la vita, era da tempo sul lastrico dopo aver bruciato in investimenti fallimentari oltre un milione di euro. Gabriele Sorrentino aveva il conto in rosso da tempo . La possibilità dello sfratto dall’attico a due piani da un milione e 200 mila euro nel quartiere delle Albere si faceva sempre più concreta. Ieri gli inquirenti hanno rivelato che l’uomo in alcuni anni aveva dilapidato con investimenti andati male in Borsa oltre un milione di euro. Soldi che aveva accumulato grazie alla vendita della casa di Mezzocorona e grazie ai soldi che il padre gli aveva messo a disposizione dopo aver incassato la liquidazione al momento del proprio pensionamento. Circa 400 mila euro gli erano poi stati consegnati sulla fiducia da alcuni conoscenti per investimenti per i quali lo stesso Sorrentino garantiva una rendita minima del 3 per cento. Una somma ingente completamente bruciata in pochi anni. Alla moglie aveva però fatto credere, con false schermate al computer, di avere a disposizione 15 milioni di dollari. In realtà da qualche mese non era più in grado neppure di pagare le bollette della luce, del telefono e delle immondizie. Ed il giorno prima della tragedia aveva chiesto 100 euro al padre per fare benzina. Lunedì sera intanto la tragedia di Trento è stata analizzata anche nella popolare trasmissione tv “Porta a Porta” condotta a Bruno Vespa. Ovviamente si cercato di capire cosa possa essere scattato nella mente di Gabriele Sorrentino che, all’onta del fallimento dei suoi sogni di vita da ricchi, ha preferito cancellare tutto dopo aver vissuto per mesi e mesi dietro il paravento di una montagna di menzogne.
Sentiamo un tratto dell’intervento in televisione della criminologa Roberta Bruzzone:




