Avrebbe erogato rimborsi irregolari a diversi pazienti a cui ora l’azienda sanitaria presenta il conto. Torna la vicenda della ex dirigente Maria Angelica Cappelletti, arrestata e condannata nel 2011 per truffa per aver sottratto all’azienda sanitaria trentina milioni di euro con pratiche fittizie di rimborsi di spese sanitarie, soldi che venivano poi depositati sul suo conto corrente e su quello dei suoi parenti. Ora l’azienda sanitaria chiede ad una quarantina di famiglie di restituire in tutto 181 mila euro di spese non dovute. Le minoranze in consiglio provinciale hanno presentato al riguardo un interrogazione in consiglio provinciale. Intanto, in una nota, l’azienda sanitaria precisa che “si tratta dell’avvio di un procedimento amministrativo volto a verificare le giustificazioni di spesa in relazione a quanto erogato da una ex dipendente coinvolta in un’inchiesta giudiziaria, un atto dovuto dal momento che Apss amministra risorse pubbliche con l’obbligo di rendicontazione puntuale. Nei giorni scorsi sono state inviate le lettere con le quali Apss ha chiesto ai cittadini la documentazione amministrativa e la motivazione delle spese rimborsate. Nello stesso tempo nei confronti della persona che ha erroneamente e in maniera arbitraria erogato quanto non dovuto verranno altresì intraprese azioni legali anche per danno d’immagine”.
SPESE SANITARIE NON DOVUTE. LA ASL TRENTINA PRESENTA IL CONTO
2 Marzo 2017
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