Quarantotto docenti universitari di atenei italiani e tedeschi hanno sottoscritto un appello alle autorità statali e provinciali “per salvare i nomi italiani della toponomastica bilingue in Alto Adige”. L’ipotizzata cancellazione di parte della toponomastica in lingua italiana, si afferma nell’appello, “violerebbe gravemente i principi della costituzione e l’obbligo del bilinguismo italiano-tedesco sancito da leggi costituzionali, da sentenze della Corte costituzionale e dall’Accordo De Gasperi-Gruber del 1946”. Prima firma quella del presidente dell’Accademia della Crusca, massima autorità della cultura italiana. I docenti chiedono che si fermi “in tempo il tentativo che si rivela di esclusiva natura politica e privo di qualsiasi serio appiglio storico”.
Ascoltiamo il consigliere di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì:



