BRENNERO. SULLE BARRIERE COMMERCIANTI DIVISI. PER LA PRIMA VOLTA INTERVIENE ANCHE LA CHIESA AUSTRIACA

Commercianti divisi al Brennero sulle eventuali ripercussioni economiche legate all’avvio dei controlli al confine per impedire l’ingresso in massa in Austria dei profughi. Le ruspe sono al lavoro per realizzare le barriere anti migranti. C’è chi teme ricadute negative sugli affari con un calo di clienti, soprattutto oltre confine. Altri sono prudenti e aspettano l’avvio dei controlli per tirare le somme.

La nostra Patrizia Orsingher ha raccolto paure e preoccupazioni, sentiamo:

Per la prima volta ha preso posizione anche la Chiesa austriaca. Auspichiamo una soluzione davvero europea, di solidarietà anche verso Italia e Grecia. Qui non vengono dei nemici, ma persone in grandissima difficoltà che cercano di salvarsi. E’ un dovere aiutarle. Lo ha detto Erich Leitenberger, portavoce del Consiglio Ecumenico delle Chiese in Austria, che critica la decisione del governo austriaco di erigere una barriera anti-migranti. Il muro al Brennero è un errore enorme. Intanto il cancelliere austriaco Werner Faymann, dopo il consiglio dei ministri a Vienna, ha ribadito che le barriere anti migranti al Brennero e le nuove misure legislative sul diritto d’asilo non sono auspicabili, ma necessarie e giuste. Stupore è stato espresso dal ministro degli interni austriaco Johanna Mikl-Leitner che non comprende il polverone causato dall’avvio dei lavori al valico italo-austriaco. L’intensità dei controlli al Brennero, ha detto il ministro, dipenderà dal successo delle misure italiane. I lavori al Brennero, per il momento, prevedono la costruzione di una tettoia per consentire i controlli anche con il maltempo e la rimozione di alcune isole spartitraffico. In un secondo momento ci sarà anche una recinzione, ha confermato la polizia austriaca. I mezzi da controllare – spiega la polizia – saranno deviati su un parcheggio, evitando il più possibile rallentamenti. Il sindaco del comune di Brennero, Franz Kompatscher, è preoccupato più del traffico che dell’arrivo dei profughi. I tempi di attesa dei camion, ha proseguito il primo cittadino, avranno ripercussioni sui costi del trasporto delle merci.

Al Brennero – ha detto l’assessore comunale Giovanni Pederzini – i profughi non potranno stare, posto che vi è solo una struttura che può accogliere 60-70 persone, chi arriva sarà portato a Vipiteno o in altre realtà. Intanto non mancano continue reazioni sul fronte politico. L’eurodeputato Svp Herbert Dorfmann ha paragonato l’annuncio di voler inviare l’esercito austriaco al Brennero ad un tuffo nel passato. L’onorevole Lorenzo Dellai, ex presidente della Provincia di Trento, parla di una decisione tanto devastante sul piano simbolico e dei principi quanto sbagliata per una efficace gestione dell’emergenza profughi.

12 Aprile 2016


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