La dodicesima edizione dell’Equal Pension Day 2026, tenutasi a Bolzano e promossa da Pensplan Centrum, ha posto al centro del dibattito il superamento del divario pensionistico di genere in Trentino-Alto Adige. L’assessore regionale Carlo Daldoss ha evidenziato che la parità previdenziale richiede continuità contributiva e risposte concrete ai carichi di cura che penalizzano le carriere femminili.
I dati analizzati confermano la necessità di questo impegno. Nel sistema pensionistico obbligatorio, le donne rappresentano la maggioranza della popolazione pensionata regionale (51,2%, pari a 135.663 persone, contro il 48,8% degli uomini, pari a 129.300). Ciononostante, gli assegni percepiti restano sensibilmente inferiori in tutte le gestioni:
* Fondo pensioni lavoratori dipendenti: importo medio mensile in regione di 1.029 euro per le donne contro 2.140 euro per gli uomini (oltre 1.111 euro di differenza al mese);
* Dipendenti pubblici: 1.963,3 euro per le donne contro 2.830,8 euro per gli uomini;
* Lavoratori autonomi: 853,3 euro contro 1.532,0 euro maschili.
Prendendo in esame le sole pensioni di vecchiaia, il distacco medio mensile emerge chiaramente in entrambe le province:
* In Trentino: 986 euro per le donne a fronte di 1.887 euro per gli uomini;
* In Alto Adige: 992 euro per le donne a fronte di 1.747 euro per gli uomini.
Anche nella previdenza complementare si rileva un marcato paradosso: l’adesione ai fondi partner Pensplan in regione è perfettamente bilanciata (50,8% donne e 49,2% uomini), ma il capitale medio accumulato dalle donne ammonta a 19.800 euro contro i 30.400 euro maschili, segnando un gap del -35% (-10.600 euro).[Vs]



