Secondo una stima della Energy and Climate Intelligence Unit, basata sui dati Coceral, il danno economico per l’Unione Europea e il Regno Unito potrebbe raggiungere i 2 miliardi di euro.
Le previsioni sulla produzione 2026 sono state infatti riviste al ribasso: dai circa 295 milioni e mezzo di tonnellate stimati a inizio giugno si è scesi a 286 milioni e 600mila, con una perdita di circa 9 milioni di tonnellate.
A risentirne soprattutto Francia, Ungheria e Spagna. Nel grano, le temperature elevate hanno accelerato la maturazione, riducendo il peso e la resa delle cariossidi. Nel mais, invece, il caldo durante l’impollinazione può compromettere la formazione delle spighe.
Un quadro che pesa sui redditi degli agricoltori e potrebbe aumentare la volatilità dei prezzi, mettendo sotto pressione l’intera filiera agroalimentare europea.
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