“Il sovraffollamento e la carenza strutturale di risposte rischiano di far fallire la vera mission del carcere prevista dall’articolo 27 della Costituzione: il reinserimento socio-lavorativo. Sebbene ci siano alcune opportunità formative e d’impiego, l’accesso al lavoro è fortemente limitato e frammentato”. Lo affermano in una nota i consiglieri di minoranza Michela Calzà, Francesca Parolari e Paolo Zanella (Partito Democratico), che assieme a Paola Demagri (Casa Autonomia EU) hanno condotto una visita ispettiva presso la casa circondariale di Spini di Gardolo a Trento.
Ad oggi si contano ben 437 persone detenute, numero mai raggiunto prima. “Un numero che polverizza gli accordi originari siglati al momento del passaggio della struttura dalla Provincia allo Stato, che prevedevano un limite di 240 posti, poi innalzato unilateralmente dallo Stato a 420. Siamo ben oltre la capienza massima tollerabile. La conseguenza diretta è la presenza costante di tre persone per cella, in spazi dove sono stati rimossi persino i banconi di metallo per fare posto ai letti. Attualmente la popolazione detenuta è composta da 389 uomini e 48 donne. Tra questi 239 stranieri, 329 con pena definitiva, 121 protetti (11 con reati a sfondo sessuale), 13 semiliberi e 15 con lavoro esterno (articolo 21). A questi vanno aggiunti i 10 ospiti della Rems, sempre piena”, sottolineano i consiglieri. Nel primo semestre 2026 si sono verificati 37 eventi critici, soprattutto autolesionismo (due episodi che hanno richiesto l’ospedalizzazione), 3 tentati suicidi e purtroppo un suicidio consumato. Altissimo è il numero di detenuti affetti da patologie psichiatriche e da problemi di tossicodipendenza (78 persone). “Prendiamo atto dell’apprezzabile tentativo di contenere l’uso di psicofarmaci. Sul fronte infestazioni viene segnalata la forte difficoltà a debellare le infestazioni da cimici dei materassi”, affermano i consiglieri.
“Oltre alla già citata carenza degli educatori, resta grave la situazione dell’organico della Polizia penitenziaria, che si ripercuote anche sulle attività rieducative, oltre che sulla sicurezza e che diventa drammatica nel periodo estivo e alla luce del sempre maggiore sovraffollamento. Per quanto riguarda la parte sanitaria l’organico degli infermieri è ridotto a sole 9 unità e mezzo a fronte delle 14 previste. Nonostante la presenza di incentivi economici e l’esenzione dai turni notturni, il servizio non risulta attrattivo. Per questo sarebbe opportuno introdurre un meccanismo di rotazione del personale Asuit”. I consiglieri criticano infine la strategia del governo che “ha come unico effetto concreto quello di gonfiare la popolazione carceraria, alimentando un sovraffollamento ormai strutturale e insostenibile. Serve invertire la rotta investendo sul reinserimento e sulle misure alternative”.
LE MINORANZE: “CARCERE DI TRENTO SOVRAFFOLLATO E CON POCO PERSONALE”
Nel primo semestre 2026 si sono verificati 37 eventi critici

13 Agosto 2026
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