CONSIGLIO DI STATO, LEGITTIMO IL DECRETO PER L’ABBATTIMENTO DI DUE LUPI IN LESSINIA TRENTINA

Respinto nel merito l'appello promosso da alcune associazioni animaliste

Foto: PAT

Il Consiglio di Stato conferma la piena legittimità del decreto del presidente della Provincia autonoma di Trento che – nel settembre 2025 – prevedeva la rimozione tramite abbattimento di un massimo di due esemplari di lupo responsabili delle predazioni a Malga Boldera, nella Lessinia trentina. Con la sentenza depositata oggi, il massimo organo della giustizia amministrativa ha infatti respinto nel merito l’appello promosso da alcune associazioni animaliste contro la sentenza del Tar di Trento che aveva già riconosciuto la correttezza dell’operato della Provincia. “Questa sentenza riconosce la correttezza del percorso amministrativo e tecnico che abbiamo seguito con rigore e nel pieno rispetto delle norme – osserva il presidente Maurizio Fugatti -. Il Consiglio di Stato conferma peraltro che le istituzioni possono intervenire per garantire la salvaguardia delle attività economiche e della presenza dell’uomo nelle nostre montagne, come è avvenuto con l’intervento eseguito dal Corpo forestale del Trentino il 29 settembre dello scorso anno, che ha portato all’abbattimento di un esemplare del branco”.
La decisione del Consiglio di Stato – sottolinea una nota della Provincia autonoma di Trento – conferma che il decreto presidenziale era stato adottato nel rispetto della normativa nazionale ed europea e dei principi che disciplinano le deroghe al regime di protezione del lupo. In particolare, il Collegio ha ritenuto che l’abbattimento di due esemplari fosse idonea e necessaria, evidenziando come la Provincia abbia operato nel rispetto dei principi di proporzionalità e di precauzione. Gli abbattimenti selettivi dei lupi hanno la finalità primaria di contenere il ripetersi dei gravi danni causati dal branco già verificatisi, mentre l’effetto di condizionamento comportamentale è un effetto aggiuntivo eventuale. Un ulteriore passaggio della pronuncia riguarda la scelta operata dalla Provincia di individuare come obiettivo dell’intervento il branco responsabile delle predazioni e non un singolo esemplare. Secondo il Consiglio di Stato, questa impostazione è conforme ai principi e alle condizioni previste dalla Direttiva Habitat e rappresenta la misura più mirata e meno estesa possibile, perché corrisponde esattamente al perimetro del problema da risolvere, senza presentare profili di illogicità o contraddittorietà.

31 Luglio 2026


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