Trentacinque le persone arrestate in diverse regioni d’Italia.
L’inchiesta ha ricostruito l’intera filiera della droga: quintali di cocaina venivano importati dal Sudamerica fino al porto di Gioia Tauro — grazie alla complicità di alcuni portuali — e poi distribuiti in tutta Italia, in particolare nelle piazze di spaccio di Catania e Palermo.
Un’organizzazione capillare, capace di fare affari persino dal carcere. A guidare i traffici tra il 2020 e il 2021, infatti, erano due boss compagni di cella che comunicavano con l’esterno tramite chat criptate.
Oltre 300 i chili di cocaina sequestrati in totale. Un gruppo spietato che non esitava a usare le armi, tentare sequestri di persona per punire chi non pagava e sparare contro i negozi per eliminare la concorrenza locale.
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