Restano forti le resistenze dei lavoratori altoatesini nei confronti del lavoro domenicale e delle aperture festive dei negozi. Secondo l’ultimo Barometro dell’Ipl (Istituto Promozione Lavoratori della provincia di Bolzano), il 61% dei lavoratori dipendenti in Alto Adige si dichiara contrario in linea di principio alle aperture dei negozi la domenica, a fronte di un 20% di favorevoli e un 19% di indifferenti.
Un dato sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa. A calare in modo evidente è invece la disponibilità a lavorare nel giorno festivo. “Ancora più che in passato, i lavoratori associano la domenica libera alla famiglia e alla qualità della vita”, spiega il direttore dell’Ipl, Stefan Perini. Per il 61% degli intervistati il lavoro domenicale regolare rappresenta un onere ‘forte’ o ‘piuttosto forte’ per la vita privata. Sul fronte dei consumi, si registra una forte coerenza: chi si oppone alle aperture si astiene dal fare acquisti, anche se complessivamente la quota di chi fa shopping la domenica è leggermente aumentata (il 10% compra ‘spesso’ di domenica, contro il 6% del 2016).
La questione si inserisce in un quadro normativo complesso, segnato dalla completa liberalizzazione introdotta nel 2011 dal decreto ‘Salva Italia’ del governo Monti. I successivi tentativi della Provincia autonoma di Bolzano di limitare gli orari dei negozi tramite i poteri autonomistici sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale. Tuttavia, evidenzia l’Ipl, la riforma dello Statuto di autonomia potrebbe ora riaprire nuovi margini di intervento a livello locale.[Vs]



