La rappresentante speciale ha evitato di entrare nella polemica personale, ribadendo che il suo lavoro e quello del suo ufficio si basano esclusivamente sui dati verificati attraverso il meccanismo di monitoraggio delle Nazioni Unite. Ha insistito sul fatto che il mandato non riguarda governi o schieramenti politici, ma la protezione dei bambini ovunque si trovino. Nel rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza, le forze armate israeliane figurano tra gli attori responsabili di gravi violazioni contro i minori, insieme ad altri eserciti nazionali come quelli del Myanmar e della Federazione Russa. Mentre il dibattito politico continua, il messaggio centrale di Frazier resta: dietro ogni statistica c’è un bambino reale e ogni violazione rappresenta un fallimento della comunità internazionale nel proteggere i più vulnerabili dalle conseguenze della guerra.
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(Intervista e video di Stefano Vaccara)




