BANKITALIA, ECONOMIA ALTO ADIGE TIENE, MA PESANO I CONFLITTI INTERNAZIONALI

Francescon, bene turismo e occupazione, ma preoccupa il divario di genere

Sul palco gli esponenti della filiale locale della banca di Italia e il vice capo dipartimento economia e statistica dell’istituto centrale, Fabrizio Balassone (Foto: Banca d'Italia)

Nel 2025 l’economia della provincia di Bolzano ha continuato a crescere su ritmi contenuti, registrando un aumento del Pil in termini reali dello 0,6%, un dato in linea con la situazione macroeconomica nazionale .

Nonostante il quadro generale certifichi la tenuta del sistema Alto Adige, sul medio termine gravano forti incertezze geopolitiche. E’ quanto detto dal direttore della filiale locale di Banca d’Italia, Stefano Francescon, in occasione della conferenza stampa di questa mattina nella filiale di Bolzano: «Il 2025 è stato positivo, ma il conflitto scoppiato a marzo 2026 tra gli Stati Uniti e l’Iran crea un clima di incertezza aggiuntivo di cui non siamo ancora in grado di stimare l’impatto reale. Molto dipenderà dalla durata della crisi».

A trainare la crescita nell’ultimo anno sono stati soprattutto il turismo e il comparto agricolo, quest’ultimo forte di un’ottima performance sul fronte delle esportazioni. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, sostenuta dai cantieri del Pnrr e dalle infrastrutture per le imminenti Olimpiadi invernali del 2026. Qualche segnale di debolezza si registra invece nella manifattura e nell’export complessivo, frenato dalla minore domanda arrivata dai partner europei di lingua tedesca.

Il mercato del lavoro si conferma un’eccellenza locale, con il tasso di disoccupazione sceso al minimo storico dell’1,8%. Tuttavia, Banca d’Italia accende i riflettori sui pesanti divari strutturali legati al genere. «L’occupazione femminile è una questione da attenzionare con urgenza», evidenzia Francescon.

In Alto Adige il tasso di attività delle donne si ferma al 70,3% (ben 10 punti in meno rispetto agli uomini). Inoltre, quasi il 42% delle lavoratrici è impiegato con un contratto part-time (contro appena il 6% dei colleghi maschi) e, nel settore privato, le retribuzioni orarie medie delle donne sono inferiori del 9,2% rispetto a quelle degli uomini.

Nel pomeriggio il rapporto è stato presentato presso la Libera Università di Bolzano alla presenza tra gli altri del presidente della Giunta altoatesina Arno Kompatscher.[Vs]

11 Giugno 2026


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