“Oggi di fronte a un mercato globalizzato non è possibile concepire e portare avanti il principio del ‘piccolo è bello'”, afferma Petri. “Noi siamo un Paese che tradizionalmente vive molto di campanilismi e anche per configurazione geografica la portualità italiana è molto frazionata e frammentata”. Un’eredità storica che, secondo il presidente di Assoporti, non può più reggere l’urto della concorrenza internazionale. L’obiettivo, spiega Petri, deve essere chiaro: “Creare delle eccellenze, degli hub anche dal punto di vista portuale che possano competere con le grandi sfide che il mercato ci presenta”.
sat/gsl




