Sono diciannove gli indagati tra cui dodici le persone in carcere. Cinque gli altoatesini, tra cui i due dirigenti dell’Agenzia Provinciale dell’Ambiente di Bolzano, il direttore dell’ufficio gestione rifiuti dell’agenzia per l’ambiente altoatesina Giulio Angelucci, è in carcere, mentre il suo collega Flavio Ruffini è indagato. In carcere sono finiti anche tre cittadini austriaci, due tedeschi e due croati. Due gli impianti di teleriscaldamento interessati dall’inchiesta, uno a Versciaco (ormai dismesso) e l’altro a Lasa entrambi in Alto Adige, quest’ultimo sottoposto a sequestro preventivo e affidato ora ad amministrazione controllata. Sono questi i numeri della maxi operazione dei carabinieri del Noe di Trento, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo ribattezzata ‘Carbone delle Alpi’, per un traffico illecito di rifiuti transnazionale, operativo in Alto Adige ed in vari Paesi europei. Nei prossimi giorni gli interrogatori dei principali indagati che potranno fornire la loro versione dei fatti.
Le indagini sono scattate nel 2022 dopo un controllo di routine da parte dei Carabinieri a Prato alla Drava, Alto Adige, su un autocarro con targa croata che trasportava ceneri. Insospettiti da anomalie nella documentazione di trasporto del rifiuto, i militari hanno sequestrato il mezzo e attivato il Nucleo Operativo Ecologico. Da quel primo accertamento si è sviluppata un’indagine più complessa che ha documentato l’operatività di un gruppo criminale, attivo in Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera, che avrebbe dato vita ad una vera e propria ‘filiera nera’ trasformando rifiuti ad alto contenuto di inquinanti organici e diossine in prodotti ecologici come bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli, additivi per calcestruzzo, oltre alle quote di CO₂ da negoziare sul mercato.[Vs]



