ROMA (ITALPRESS) – Prima che ci fosse la Costituzione americana, c’era Venezia. Prima dei Padri Fondatori, c’era la Serenissima e un uomo, Filippo Mazzei, lega con una sorta di filo invisibile il Canal Grande alla Casa Bianca. Da questo assunto prende spunto il libro “La Costituzione americana? E’ nata a Venezia” di Giancarmine Vicinanza, pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova Edizioni. “I padri fondatori degli Stati Uniti, subito dopo la rivoluzione americana, erano alla ricerca di un modello costituzionale che non potevano trovare nei nativi americani, nei modelli italiani o europei, perchè si parlava di stati accentratori, di monarchie assolutistiche. Dovevano tagliare il cordone ombelicale con l’Inghilterra, anch’essa una monarchia.
Allora cominciarono a guardare al passato arrivando alle repubbliche rinascimentali italiane”, spiega l’autore in un’intervista alla Italpress. “Venezia durava da mille anni, era il modello della stabilità per eccellenza e soprattutto dei pesi e dei contrappesi, dove il comando di uno non c’è perchè viene moderato ed equilibrato dagli altri poteri”, osserva Vicinanza.
In questo scenario si inserisce la figura di Filippo Mazzei “un fiorentino, intellettuale, medico, viticoltore, commerciante, un personaggio molto eclettico, che per conto del granduca di Toscana incontrò a Londra Franklin, che divenne anni dopo presidente degli Stati Uniti, e poi trasferendosi negli Stati Uniti divenne amico del suo vicino di casa, Thomas Jefferson, che lo introdusse poi a Madison, ad Adams, a George Washington. Mazzei lo influenzò ad esempio sul tema dell’uguaglianza, tant’è che nel 1774 cominciò a scrivere per alcuni giornali locali e scrisse che tutti gli uomini erano creati uguali e avevano diritto alla libertà. Nel 1776, nella dichiarazione di indipendenza, Thomas Jefferson scrive proprio ‘tutti gli uomini sono creati uguali”, racconta il giornalista.
“Gli trasmise anche il modello costituzionale di Venezia, dove il presidente degli Stati Uniti, se prendessimo lo schema di modello costituzionale americano, ricalca molto quello di Venezia. Il presidente ha gli stessi poteri che aveva il Doge, il Congresso quello che avevano il maggior consiglio e il Senato veneziano, la Corte suprema quello che avevano le magistrature veneziane. Quindi quello che Montesquieu aveva teorizzato con la suddivisione dei poteri in esecutivo, legislativo e giudiziario, Venezia l’aveva messo in pratica molto prima e gli americani si ispirarono a quel modello”. Nel libro, che non ha la pretesa di avere un tono accademico, ma cerca di ricostruire delle connessioni, si evidenzia quale fu il ruolo di Mazzei che “con lettere, scambi epistolari tra i protagonisti, ha avuto degli endorsement importanti. Il primo è stato nel 1958 da John Kennedy che nel suo libro parla di Mazzei riconoscendogli l’influenza su Thomas Jefferson. Nel 1980, in occasione del 250^ dalla nascita di Mazzei, sotto la presidenza di Jimmy Carter, gli Stati Uniti in collaborazione con l’Italia hano fatto un’emissione filatelica che lo ricorda come patriota degli Stati Uniti. Nel 1982, in una visita alla Casa Bianca da parte del nostro presidente Sandro Pertini, fu ricordato il ruolo di Mazzei nell’incontro tra Pertini e Reagan. Questo per dire che gli americani lo hanno ricordato forse più di quanto non lo abbiamo ricordato noi come italiani, con il suo ruolo di pontiere e di essere riuscito a portare al di là dell’oceano l’idea di Venezia”, conclude Vicinanza.
(ITALPRESS).
-Foto: Italpress-
VENEZIA E L’ORIGINE DELLA DEMOCRAZIA AMERICANA IN UN LIBRO DI VICINANZA

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19 Marzo 2026
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