ROMA (ITALPRESS) – “Esiste il 95% di temi su cui maggioranza e opposizione possono scontrarsi, ma questo no. Questo riguarda tutti gli italiani e dovrebbe essere materia sulla quale non si battibecca per interessi di bottega ma ci si siede a un tavolo e si ragiona insieme. Io mi aspetto che lo faranno. Ci sono forze politiche che sono ben consce di ciò che sta accadendo. Non è su questo terreno che possiamo permetterci di scontrarci”.
Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Le regole del diritto internazionale vengono trascurate, ignorate e prevalgono quelle del più forte. Per questo, noi Paesi che non siamo grandi potenze e che subiamo le guerre che incendiano il mondo dobbiamo batterci per tornare al rispetto da parte di tutti delle regole della carta dell’Onu”, aggiunge. Sulle accuse dell’opposizione di un governo succube dell’America, risponde: “A me pare esattamente il contrario. La premier è stata chiarissima in Parlamento: questa non è la nostra guerra, non l’abbiamo voluta, non ne facciamo parte. Stiamo operando in ogni modo perchè si torni al tavolo e alla diplomazia. E cerchiamo di far esprimere l’Europa con una voce sola, unita. Non abbiamo elementi per giudicare se è vero, come hanno detto Usa e Israele che gli iraniani erano a due mesi dalla realizzazione di un’arma atomica. Loro sostengono che su quel pericolo si fondi la legittimità del loro intervento. Non possiamo far saltare alleanze strategiche e inscindibili in momenti così delicati. A volte bisogna mantenere la lucidità, tacere, non polemizzare, ma agire con tutti i mezzi che abbiamo”.
Poi, in un’intervista a Il Messaggero, aggiunge: “Bisogna continuare a cercare una soluzione diplomatica con l’Iran. Per ora abbiamo frenato gli effetti del blocco di Hormuz con le scorte, ma poi ci sarà il buco delle navi che non sono potute partire”. Infine su cosa fare per Hormuz, Crosetto chiosa: “Ne ho parlato con i colleghi inglese, francese, tedesco, polacco con una linea che va condivisa con tutta l’Europa. Ma ad Hormuz passa il 20% del commercio mondiale, sono interessati paesi come la Cina, l’India, il Giappone. Serve un’azione collettiva per far sì che quella zona esca dal conflitto, che venga “sterilizzata”. Su questo ci stiamo muovendo per far sì che la guerra, con la crisi energetica che ne deriva, resti fuori il più possibile dalla vita reale delle persone, come delle famiglie, imprese, fabbriche”.
(ITALPRESS).
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IRAN, CROSETTO “NON è LA NOSTRA GUERRA, SU HORMUS L’UE AGISCA UNITA”

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14 Marzo 2026
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