Avevano falsificato la documentazione contabile da consegnare alla Provincia, allo scopo di ottenere l’erogazione di contributi pubblici per un
totale di oltre 310 mila euro. Nello specifico, avevano presentato undici domande per una piccola azienda metalmeccanica con sede a Bolzano, e due per un negozio di maglieria di Laives.
Per questo madre e figlio, la prima legale rappresentante e titolare delle due imprese e il secondo amministratore di fatto, sono stati condannati dalla Corte dei conti a risarcire la
Provincia dell’intera somma indebitamente percepita. I due non si sono costituiti, motivo per cui il processo si è celebrato in contumacia.[Vs]



