IL CARCERE DI SPINI DI GARDOLO SOTTO STRESS MA LA RIEDUCAZIONE FUNZIONA

La relazione sull'attività 2025 del garante dei detenuti Pavarin

Il carcere a Spini di Gardolo, “nato come struttura moderna ed eccellente” è “oggi in notevole stato di stress”, ma “la qualità del lavoro di rieducazione del condannato – missione consacrata dalla Costituzione – è comunque molto rilevante e sostenuta da una eccezionale, inimitabile e generosa rete di associazionismo e volontariato locale”. L’ha detto il garante dei diritti dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, presentando nel Palazzo della Regione la relazione sull’attività svolta dal suo osservatorio nel 2025.
Il primo marzo scorso, i detenuti a Spini erano 410, ancora dentro la capienza massima, “ma proprio per questo – ha spiegato Pavarin – lo Stato manda spesso e volentieri ondate di nuovi detenuti, molto spesso giovani e stranieri (siamo al 67% del totale, percentuale altissima) e di diverse fedi religiose, tipologie di ‘ospiti’ difficili da amalgamare e da gestire da parte di una casa circondariale dove comunque la polizia penitenziaria non supera le 168 unità sulle previste 211 e dove sono assenti le figure dei mediatori culturali”.
Il risultato è una “forte oscillazione sulle presenze, con un 24% di detenuti con oggettivo disagio psichico, ed un medico h24 per l’assistenza sanitaria ma non la figura dell’infermiere”.
Accanto alle ombre, non mancano le luci. Pavarin ha parlato del progetto, che sta per partire, di “Speedy Pizza”, vera e propria pizzeria nei pressi del carcere, affidata a 40 detenuti formati allo scopo. Ancora, in un quadro di alfabetizzazione estremamente bassa, si profila la prima laurea in architettura da parte di un detenuto. “Sono queste le azioni da intensificare – ha lasciato intendere Pavarin – se si vuole che all’uscita dal carcere troviamo cittadini con una speranza di vita nuova e non ex galeotti pronti a delinquere nuovamente”.

3 Marzo 2026


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