GROENLANDIA, SCHLEIN “DA MELONI SERVIVA PRESA DI POSIZIONE NETTA SU TRUMP”

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ROMA (ITALPRESS) – “La politica estera di un grande paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump. I nodi stanno venendo al pettine, anche per Giorgia Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea. Qui non si tratta solo di condividere o non condividere le dichiarazioni del Presidente USA, si tratta di capire e decidere cosa fare di fronte alla più grave crisi nella alleanza transatlantica dalla sua fondazione. Certo, se scegli di legittimare Trump quando agisce fuori da ogni regola violando il diritto internazionale, come ha fatto Meloni, poi fatichi a difenderti delle minacce quando ti riguardano”. Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein, che aggiunge: “Oggi l’intero continente europeo sta subendo la volontà di potenza trumpiana sulla Groenlandia. E per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimire una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Unione – sottolinea la leader dem -. Continuare su questa strada ci impedisce di svolgere una funzione, nel momento in cui servirebbe un grande salto in avanti di integrazione e solidarietà europea di fronte agli attacchi di Trump, e una reazione comunitaria all’annuncio di una nuova guerra commerciale come ritorsione politica verso alcuni Stati UE, che straccerebbe anche il pessimo accordo raggiunto qualche mese fa. I dazi che danneggiano l’economia italiana non hanno visto una risposta adeguata del governo. Meloni ha smesso di parlarne per non disturbare Trump, mentre il conto continuano a pagarlo lavoratori, famiglie e imprese – conclude Schlein -. Posizionare l’Italia nelle retrovie, quando dovremmo essere protagonisti di una svolta europea nel segno dell’autonomia strategica, dell’integrazione e della dignità, è il danno più grande che il governo Meloni sta arrecando all’immagine del nostro paese e ai nostri interessi nazionali”.

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(ITALPRESS).

20 Gennaio 2026


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