MILANO (ITALPRESS) – Il futuro della chirurgia vascolare si muove verso la mininvasività e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale: ne è convinto il professor Roberto Chiesa, primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Ordinario di Chirurgia Vascolare all’Università Vita-Salute San Raffaele. Sempre più pazienti, anche con quadri clinici complicati o in età avanzata, potranno essere trattati per patologie che riguardano, ad esempio, aneurismi complessi dell’aorta toracica, toraco-addominale e dell’arco aortico. Inoltre, all’interno dell’Istituto è da poco stato istituito l’Aortic Center, un polo interdisciplinare d’avanguardia con una vocazione all’innovazione clinica e alla ricerca, riconfermando l’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare come centro di riferimento nazionale e internazionale per la cura delle patologie arteriose e venose, distinguendosi particolarmente nel trattamento della patologia aortica. Infatti, l’equipe guidata dal professor Chiesa, anche grazie alla presenza di una sala ibrida di ultima generazione, può dirsi pioniera nell’approccio endovascolare mininvasivo in presenza di aneurisma aortico, ovvero di una dilatazione permanente dell’aorta che può diventare fatale nel caso di rottura.
“Le tecniche endovascolari hanno assolutamente sopperito alla chirurgia tradizionale negli ultimi vent’anni. Il grosso vantaggio di queste tecniche – afferma il prof. Roberto Chiesa – è che è possibile curare l’aneurisma senza la laparotomia, cioè senza l’accesso chirurgico diretto dall’addome. Le tecniche in questione consistono nell’introduzione, attraverso due piccoli accessi praticati a livello inguinale, di una sonda che porta con sè all’interno dell’aorta un’endoprotesi in grado di espandersi e fino ad escludere completamente l’aneurisma dal circolo ematico. Ecco che l’aneurisma non può più rompersi – precisa il professore – Il grosso vantaggio di questa procedura risiede nella sua adattabilità: può infatti essere applicata a persone anziane, a persone che hanno insufficienza respiratoria, a persone che presentano cardiopatie, a persone che non possono sostenere un’anestesia generale”. Continua il professore: “Oggi, con queste procedure endovascolari, è possibile correggere la maggior parte degli aneurismi, come quelli dell’aorta, dell’arco aortico e gli aneurismi all’aorta toracica. Non occorre più aprire il torace o l’addome e, soprattutto, non è più necessario il ricorso alla circolazione extracorporea. Il primo intervento eseguito al San Raffaele applicando una tecnica endovascolare risale al 2019: in quell’occasione abbiamo corretto un aneurisma dell’arco dell’aorta, coprendo completamente la grossa dilatazione e permettendo così al paziente di sopravvivere e di evitare la rottura dell’aneurisma”. Guardando alle prospettive della chirurgia vascolare, il prof. Chiesa ha spiegato ancora: “I progressi futuri riguarderanno sicuramente la mininvasività: la possibilità quindi di accessi sempre più ridotti e con cateteri e microcateteri in grado di raggiungere le arterie sempre più periferiche. Inoltre, la mininvasività, nella fase diagnostica e nella fase di programmazione dell’intervento, sarà sempre più associata all’uso dell’intelligenza artificiale. Questo ci permetterà di leggere insieme i dati del paziente, in modo assolutamente perfetto ed efficace, e di programmare ancora più dettagliatamente l’intervento”.
L’Unità di Chirurgia Vascolare si occupa poi di disturbi dei vasi viscerali, occlusioni periferiche, malattie venose e patologie carotidee come aneurismi e stenosi carotidee, ovvero il restringimento della carotide, una delle più importanti arterie del corpo. “I problemi legati alla stenosi della carotide – ha spiegato ancora il professore Chiesa – sono soprattutto gli ictus. Può capitare che la placca, situata a livello della biforcazione carotidea, possa rompersi ed embolizzare a livello del cervello, raggiungendo un piccolo vaso che viene occluso, portando quindi ad un alto rischio di stroke. Per questo è necessario effettuare alcuni esami diagnostici per quantizzare la stenosi. Abitualmente una stenosi che necessita di chirurgia risulta attorno al 70%”.
– foto IRCCS Ospedale San Raffaele –
(ITALPRESS).
CHIRURGIA VASCOLARE, IL SAN RAFFAELE DI MILANO PIONIERE DELLA MININVASIVITà

Foto: Italpress ©
8 Gennaio 2026
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