Cronaca

ALTOATESINO MORTO IN MAROCCO DA SEI MESI, NESSUNO PAGA PER IL RIENTRO DELLA SALMA IN ITALIA

L'uomo originario di Laives, lanciata raccolta di fondi

Foto: Uff. Turistico Marocco

É morto per un attacco di cuore e a distanza di tre mesi dal decesso la salma è ancora in una cella frigorifero di Agadir, in Marocco, perché nessuno paga le spese
per riportarla in Italia o per seppellirlo nel paese del nord Africa. É la storia del 59enne Michael Oberkofler, originario di Laives, in Alto Adige, e ora un suo amico ha lanciato una
raccolta fondi su Facebook per trovare una soluzione.

Oberkofler è morto il 2 settembre: la polizia l’ha trovato nella sua auto riverso sul volante. Il 59enne si era trasferito in Marocco dopo la morte dei genitori e del fratello, aveva
venduto la casa di famiglia a San Giacomo e aveva pagato alcuni debiti. Non è chiaro se avesse lasciato delle pendenze o meno nel nostro paese, fatto sta che per riportarlo in Italia servono
4.500 euro e non ci sono parenti che vogliano pagarli. Per seppellirlo ad Agadir, invece, servono 1.500 euro e anche in questo caso nessuno si è fatto avanti. La salma, dunque, è
ancora nell’obitorio del cimitero della città marocchina.

A lanciare la petizione è stato Salah Eddine Hajou, un amico di Oberkofler che è originario di Marrakech, la città dove si era trasferito il 59enne. Bisogna dare a Oberkofler “una
dignitosa sepoltura, mi sembra doveroso e lo dico da credente. Può aver anche commesso degli errori, ma nessuno può essere trattato così, lasciato per mesi in un frigo di un obitorio” ha
dichiarato l’uomo, chef di professione che vive a Nizza dopo aver lavorato per anni a Bolzano, appellandosi al sindaco di Laives e all’assessore provinciale al sociale. L’uomo viveva per strada e il consolato gli aveva anche trovato una sistemazione, pagandogli pranzo e cena.[Vs]

13 Dicembre 2025


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