IL PAPA ALL’INTELLIGENCE ITALIANA “ESIGENZA SICUREZZA NON VIOLI DIGNITà PERSONA”

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CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Desidero anzitutto manifestare il mio apprezzamento per il lavoro che svolgete, che richiede competenza, trasparenza e insieme riservatezza. Esso vi investe della grave responsabilità di monitorare costantemente i pericoli che potrebbero affacciarsi sulla vita della Nazione, per contribuire soprattutto alla tutela della pace. Si tratta di un lavoro impegnativo, che anche per la sua riservatezza spesso corre il rischio di essere strumentalizzato, ma che è di grande importanza per cogliere in anticipo eventuali scenari pericolosi per la vita della società“. Lo ha detto Papa Leone XIV, ricevendo in udienza i membri del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica.

“Nel corso di questi cento anni tante cose sono cambiate, le capacità e gli strumenti si sono molto raffinati, così come sono aumentate e si sono diversificate le sfide che le nostre società sono chiamate ad affrontare. A questo proposito, vorrei esortarvi a svolgere il vostro lavoro, oltre che con professionalità, anche con uno sguardo etico che tenga conto almeno di due aspetti imprescindibili: il rispetto della dignità della persona umana e l’etica della comunicazione – ha proseguito il Pontefice –. Anzitutto, il rispetto della dignità della persona umana. L’attività di sicurezza non deve mai perdere di vista questa dimensione fondante e mai può venir meno al rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno. In certe circostanze difficili, quando il bene comune da perseguire ci sembra più necessario di tutto il resto, si può correre il rischio di dimenticare questa esigenza etica e, perciò, non è sempre facile trovare un equilibrio. Come ha affermato la Commissione Europea per la democrazia attraverso il diritto, le agenzie di sicurezza spesso devono raccogliere informazioni sugli individui e, perciò incidono fortemente sui diritti individuali”.

“E’ necessario allora che vi siano dei limiti stabiliti, secondo il criterio della dignità della persona, e che si resti vigilanti sulle tentazioni a cui un lavoro come il vostro vi espone. Fate in modo che le vostre azioni siano sempre proporzionate rispetto al bene comune da perseguire e che la tutela della sicurezza nazionale garantisca sempre e comunque i diritti delle persone, la loro vita privata e familiare, la libertà di coscienza e di informazioni, il diritto al giusto processo – ha proseguito Leone XIV –. In questo senso, occorre che le attività dei Servizi siano disciplinate dalle leggi, debitamente promulgate e pubblicate, che vengano sottoposte al controllo e alla vigilanza della magistratura e che i bilanci siano sottoposti a controlli pubblici e trasparenti. Il secondo aspetto riguarda l’etica della comunicazione. Il mondo delle comunicazioni è notevolmente cambiato negli ultimi decenni e, oggi, la rivoluzione digitale è qualcosa che semplicemente fa parte della nostra vita e del nostro modo di scambiarci informazioni e di relazionarci. Inoltre, l’avvento di nuove e sempre più avanzate tecnologie ci offre maggiori possibilità ma, al tempo stesso, ci espone a continui pericoli. Lo scambio massiccio e continuo di informazioni chiede di vigilare con coscienza critica su alcune questioni di vitale importanza: la distinzione tra la verità e le fake news, l’esposizione indebita della vita privata, la manipolazione dei più fragili, la logica del ricatto, l’incitamento all’odio e alla violenza”.

“Occorre vigilare con rigore affinchè le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per l’ambito ecclesiale. Infatti, in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendone la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un’alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo – ha concluso il Papa -. Sono ben consapevole del ruolo delicato e della responsabilità a cui siete chiamati. A questo proposito, vorrei anche ricordare quei vostri colleghi che hanno perso la vita in missioni delicate, svolte in contesti difficili. La loro dedizione non è consegnata forse ai titoli dei giornali, ma è viva nelle persone che hanno aiutato e nelle crisi che hanno contribuito a risolvere. Infine, vorrei esprimere la mia riconoscenza per gli sforzi dei Servizi di intelligence italiani anche nel garantire la sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. E qui vorrei esprimere una parola di gratitudine per la collaborazione con la Gendarmeria, con il Vaticano, la Santa Sede, in tanti servizi, dove veramente questa capacità e possibilità di servire gli altri si fa realtà grazie alla buona collaborazione con voi. Vi incoraggio a portare avanti il vostro lavoro avendo sempre di mira il bene comune, imparando a valutare con giudizio ed equilibrio le diverse situazioni che si pongono davanti a voi e restando saldamente ancorati a quei principi giuridici ed etici che mettono al di sopra di tutto la dignità della persona umana”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

13 Dicembre 2025


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