I crediti di carbonio sono veri e propri certificati ambientali, rilasciati solo dopo una verifica indipendente da parte di enti terzi accreditati – come avviene per le DOP o per il biologico – e corrispondono alla quantità di anidride carbonica che un progetto forestale riesce a immagazzinare nel tempo. Ogni progetto dovrà avere una durata minima di vent’anni, garantendo quindi interventi di lungo periodo, non solo di conservazione ma anche di gestione attiva del bosco: riforestazione, manutenzione, tutela della biodiversità e prevenzione degli incendi. Il credito potrà poi essere ceduto a terzi dopo cinque anni, generando così valore economico per i proprietari e i gestori forestali, ma anche per le comunità locali, che potranno contare su nuove risorse per la cura del territorio. “È un passo avanti per curare l’ambiente con i fatti e non con gli slogan” – ha dichiarato il ministro Lollobrigida – “un modo per dare nuova linfa ai nostri boschi e rafforzare il legame tra pubblico e privato nella transizione ecologica”.
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