L’ALTOATESINO KAMMERLANDER CRITICA LO ‘SHOW’ PER DISCESA CON GLI SCI DALL’EVEREST DEL POLACCO BARGIEL

Sarebbe stata indicata come la prima in assoluto dalla montagna più alta del mondo

Hans Kammerlander - Foro Ansa

Hans Kammerlander critica sul quotidiano austriaco Der Standard lo “show” per la recente discesa con gli sci dal Monte Everest del polacco Andrzej Bargiel. Lo sponsor Red Bull, con un grande dispiegamento mediatico, ha celebrato l’impresa come la “prima discesa sugli sci” dalla montagna più alta del mondo.

Impresa che l’alpinista altoatesino rivendica invece per sé. Kammerlander era già sceso dall’Everest con gli sci nel 1996, lungo la parete nord-orientale fino al campo base avanzato. Anche se in alcuni punti per la carenza di neve all’epoca dovette togliere gli sci, – secondo il 68enne – va comunque considerata come discesa.

Bargiel, a fine settembre, ha affrontato la discesa senza ossigeno supplementare, dalla vetta lungo il versante sud fino al campo base, accompagnato dal fratello Bartek e un drone che ha immortalato l’impresa. La “spettacolarizzazione” di Bargiel infastidisce Kammerlander: “Semplicemente non è giusto, mi ha deluso”, ha detto al giornale viennese. Ricorda che all’epoca era da solo, senza sherpa né ossigeno, e aveva completato salita e discesa in poco meno di 24 ore. “Avevo solo un litro di tè con me, nient’altro”. Kammerlander non comprende i “superlativi” usati per la performance di Bargiel: “Quando, tanti anni dopo, si mette in scena una cosa che in realtà non è nemmeno paragonabile, è davvero peccato. Così si rovina l’alpinismo, si annacqua tutto.”

Critica anche l’enorme sforzo logistico che “non ha assolutamente nulla a che fare” con l’alpinismo estremo dei suoi tempi. Ciononostante, Kammerlander riconosce che la precedente impresa di Bargiel sul K2, che nel 2018 effettuò la prima discesa con gli sci, “fu una prestazione eccezionale. Ma che ora si lasci coinvolgere in un’operazione di marketing del genere, mi sorprende”.

Kammerlander usa parole dure anche in merito all’attuale situazione sull’Everest: “Questo è alpinismo da carnevale. Se continua così, presto uno sherpa porterà su persino un neonato”. L’altoatesino critica l’assalto al ‘tetto del mondo’: “È un affare enorme. Anche con la metà delle persone sarebbe comunque tre volte troppo. Una volta, per ogni via, c’era un’unica autorizzazione. Quella sì che era una spedizione.”[Vs]

21 Ottobre 2025


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