MEDITERRANEO SEMPRE PIù CENTRALE PER LA GEOPOLITICA E LA RICERCA

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PALERMO (ITALPRESS) – Il ruolo strategico della Sicilia e la necessità di rafforzare il legame tra Europa, Nord Africa e Asia mediorientale. Sono stati alcuni dei temi al centro della conferenza internazionale “Palermo, crocevia del Mediterraneo”, all’Hotel Villa Igiea del capoluogo siciliano, organizzata da MedOr Italian Foundation.
Tra sessioni di dibattito e interventi istituzionali, numerosi gli ospiti nazionali e internazionali che si sono alternati nei loro interventi: al centro del confronto vi è inevitabilmente il conflitto israelo-palestinese, ma si è discusso anche delle sfide per favorire lo sviluppo dell’Africa e del ruolo attivo che si appresta a svolgere l’Europa.
Il Mediterraneo allargato è “una grande regione che,
nella mia visione si estende ai Paesi del Golfo e oltre, fino all’India. Una regione prioritaria, che vogliamo sia sempre più un’area di pace, dialogo e crescita – sottolinea in un messaggio il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Penso in primo luogo a Gaza, dove in questi mesi si è vista una vera e propria carneficina. Siamo contrari all’offensiva a Gaza per i rischi per la popolazione civile, a ogni ipotesi di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia. Così come condanniamo qualsiasi proposito di espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, o di sua annessione. Lavoriamo per il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e l’accesso degli aiuti umanitari. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a un’ulteriore
escalation militare, che aggraverebbe una crisi umanitaria che è già catastrofica”.
“Il Mare Nostrum non deve essere più associato alle morti in mare – prosegue Tajani -. Lavoriamo con i Partner della Sponda Sud per combattere le reti criminali dei trafficanti di esseri umani e per promuovere la crescita attraverso partenariati paritari, nello spirito anche del Piano Mattei. L’Italia vuole essere lo snodo energetico dell’Europa nel Mediterraneo, grazie a
una rete di connessioni che ha nel nostro Paese il proprio terminale. Anche per questo siamo protagonisti nel progetto del corridoio economico e logistico IMEC, la Via del Cotone, a cui le nostre imprese possono dare un contributo decisivo. Perchè dove passano le merci, non passano le armi. Grazie al nostro forte impegno e al gioco di squadra, puntiamo a rendere l’Italia protagonista in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo”.
Nel pomeriggio hanno preso parte ai lavori, tra gli altri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in videocollegamento, e la ministra dell’Università Anna Maria Bernini.
“Il Mediterraneo non è solo un mare, ma un sistema geopolitico complesso in cui si intrecciano interessi globali, dinamiche economiche e fenomeni migratori – sottolinea il titolare del Viminale -. Il livello della contesa tra gli attori che vogliono esercitare una sfera di influenza su di esso si è alzato. Sotto le acque del Mediterraneo scorrono il 30% dei flussi di petrolio del pianeta e una moltitudine di cavi sottomarini che garantiscono l’accesso al web a migliaia di persone. Mantenere l’agibilità del Mediterraneo è fondamentale sul piano non solo economico, ma anche della sicurezza: l’interesse nazionale deve guardare oltre il bacino del Mediterraneo per fronteggiare ogni forma di minaccia”.
Ogni giorno, prosegue Piantedosi, “viviamo il rischio che determinati soggetti vogliano realizzare attacchi terroristici nel nostro territorio. I rischi provengono pure dai flussi irregolari, anche per via delle lacune dei paesi di provenienza nell’esercitare un controllo efficiente dei confini, cosa su cui invece noi ci siamo rafforzati insieme a una serie di attori internazionali. Il business dei migranti genera 5-6 miliardi di euro di profitto ogni anno, di cui 1 miliardo solo nel Mediterraneo: il nostro impegno contro traffico di migranti e tratta di esseri umani va avanti, non possiamo accettare che i cartelli criminali si arricchiscano sfruttando la disperazione delle persone. La lotta senza quartiere ai trafficanti non è solo un dovere morale, ma una strategia fondamentale del contenimento dei flussi: i migranti dovranno essere dotati di alternative legali ai loro progetti prima di arrivare sul territorio europeo”.
Bernini evidenzia come l’Italia sia “una cerniera tra Europa e Mediterraneo allargato in termini di ricerca, innovazione e alta formazione: abbiamo già cominciato da tempo con il piano Mattei ad avviare una serie di azioni concrete e collaborazioni tra enti di ricerca. MedOr è seduto con noi alla cabina di regia del Piano Mattei, ma è anche special advisor del mio ministero. Noi facciamo progetti e missioni concrete in cui mettiamo insieme in un ecosistema molto virtuoso Università, enti di ricerca italiani e africani, imprese e territori, per fare in modo che la cultura, la formazione, la conoscenza e la ricerca siano interoperabili – prosegue -. Per la ricerca non esistono confini, ma solo connessioni e noi cerchiamo di crearle: tutto ciò si traduce in accordi di collaborazione, chiamati Joint Degree, e nel Capacity Building, che riguarda la formazione di classi dirigenti, funzionari e tecnici con buone pratiche, in modo che tutti possano parlare la stessa lingua”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

19 Settembre 2025


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