GARLASCO, PM PAVIA “DNA IGNOTO DA UNA CONTAMINAZIONE DURANTE AUTOPSIA”

Foto: Italpress ©

PAVIA (ITALPRESS) – Il dna parziale e ignoto rinvenuto sul corpo di Chiara Poggi sarebbe frutto di “una contaminazione involontaria” causata da una garza adoperata “in un lasso temporale prossimo all’esame autoptico” condotto sulla vittima del delitto di Garlasco.
E’ quanto riportato in una nota diffusa dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, riportando i risultati della consulenza effettuata dai genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani.
Dal momento che tale garza è stata “utilizzata 18 anni fa dal medico legale per il prelievo di materiale biologico dalla bocca della vittima” e “ritenendo possibile una contaminazione con precedenti esami autoptici”, la Procura di Pavia ha disposto “approfondimenti specifici”.
La Procura ha reso inoltre noto la decisione di affidare ulteriori approfondimenti a Cristina Cattaneo, Professore Ordinario del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, “figura di riferimento nel campo dell’antropologia e medicina legale”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

13 Agosto 2025


CONDIVIDI

© RadioNBC.it - Riproduzione riservata




Primo Piano

INCENDIO A CIVEZZANO, NESSUN FERITO

Vigili del fuoco volontari dei corpi di Civezzano e di Pergine Valsugana al lavoro alle 20:21 di ieri a causa di un incendio sprigionatosi da una stufa all’interno di un’abitazione situata sulla SP 71, tra gli abitati di Civezzano e di Torchio. Grazie alla tempestività dell’intervento il rogo è stato circoscritto alla tettoia di un … Continua a leggere

ARCO, CEDE UNA COLONNA DELLE MURA DI CINTA

Intervento di tecnici e vigili del fuoco ad Arco la scorsa notte per il cedimento di una colonna delle mura di cinta. L’area è stata immediatamente transennata e messa in sicurezza. Sono in corso le verifiche tecniche per accertare le cause e valutare gli interventi necessari.

COSTRUTTORI: IN ALTO ADIGE A RISCHIO ESAURIMENTO LE MATERIE PRIME MINERALI

In Alto Adige si stanno esaurendo le materie prime minerali. A lanciare l’allarme il Collegio Costruttori di Bolzano. Complessivamente si parla di un fabbisogno annuo di circa 6 milioni di tonnellate, necessarie all’Alto Adige per riempimenti, dighe, calcestruzzi, e asfalti. Attualmente, però, solo il 35% del fabbisogno annuale può essere ricavato da cave locali, mentre … Continua a leggere