Giudiziaria

MARMOLADA. PERIZIA SUL DISASTRO: EVENTO NON PREVEDIBILE

Annunciata la richiesta di archiviazione dell'inchiesta

Foto: Italpress ©

“Le temperature elevate registrate da metà giugno hanno indotto un’intera fusione, superficiale della neve residua, del nevato e del ghiaccio”, comportando una riduzione di circa sette centimetri al giorno del ghiacciaio della Marmolada. È quanto emerge dalla perizia tecnica richiesta dalla Procura di Trento in seguito del disastro che è costato al vita a undici alpinisti sulla Regina delle Dolomiti, lo scorso 3 luglio. Nella relazione di 45 pagine si ricorda che il ghiacciaio della Marmolada in “soli 10 anni avrebbe perso oltre cinque metri di spessore medio e oltre 7,7 milioni di metri cubi di ghiaccio”, dimezzando la sua estensione in poco più di 30 anni. Secondo gli esperti, a provocare il distacco di 6.480 metri cubi di ghiaccio è stato un insieme di fattori: dallo scioglimento della neve di superficie alla formazione di torrenti epiglaciali, che “contribuiscono ad accrescere la disgregazione del ghiaccio”. Tuttavia – si legge nella perizia – “sulla base delle conoscenze disponibili l’evento non era prevedibile” e “non è stato possibile identificare elementi che potessero, qualora osservati nei giorni precedenti, suggerire un alto rischio di crollo imminente”. Sulla base della perizia la Procura di Trento ha annunciato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sul disastro.

12 Gennaio 2023


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