Il processo Perfido sulle presunte infiltrazioni dell’ndrangheta nel settore del porfido resterà in Trentino. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Trento, dopo quasi due ore di camera di consiglio, che si è riunita per discutere anche di alcune eccezioni, avanzate dalla difesa, tra cui quella della competenza territoriale. Respinta, inoltre, la richiesta della presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’interno di costituirsi parte civile, perchè i giudici l’hanno ritenuta tardiva. La Corte dovrà, ora, esprimersi anche sulla nuova richiesta di alcuni imputati di procedere con rito abbreviato. Come si ricorderà, risale alla settimana scorsa la prima condanna per mafia. Infine, non sono mancati i disagi in aula tra imputati, collegati da remoto, ed un avvocato prima di green pass rafforzato.
INFILITRAZIONI DELL’NDRANGHETA. IL PROCESSO RIMANE A TRENTO
Respinta la richiesta della presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell'interno di costituirsi parte civile

18 Febbraio 2022
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