ASL ALTO ADIGE. CERTIFICAZIONE PER LA CHIRURGIA ONCOLOGICA

Procede il progetto di Certificazione per la chirurgia oncologica
Non vi sono ostacoli per la certificazione ISO 9001 della chirurgia oncologica nell’Azienda sanitaria provinciale, questa la principale comunicazione emersa nel corso della conferenza stampa odierna (3 luglio) indetta dall’assessora provinciale Martha Stocker. La Giunta provinciale ha avviato nell’autunno del 2013 il processo di certificazione internazionale

Sono circa 1400 ogni anno i pazienti che muoiono in Alto Adige a causa di malattie oncologiche. Per poter offrire ai pazienti i migliori trattamenti la Giunta provinciale nel 2013 ha posto le basi per l’assegnazione della certificazione internazionale di chirurgia oncologica ai vari reparti che operano negli ospedali altoatesini.

Nel corso di un incontro informativo, che ha preceduto la conferenza stampa, con i consiglieri provinciali, i rappresentanti dei partner sociali, dei sindacati di settore ed i rappresentanti delle associazioni dei pazienti, i vertici dell’Ordine dei medici, la Società altoatesina di medicina generale (SÜGAM) e l’Accademia altoatesina di medicina generale (SAKAM) l’assessora provinciale alla sanità ed alle politiche sociali, Martha Stocker, ha comunicato ufficialmente lo stato di avanzamento del progetto.

“La progressiva specializzazione e l’esperienza acquisita da parte di un medico, la scelta più opportuna tra una molteplicità di offerte terapeutiche ed una collaborazione interdisciplinare strutturata tra gli esperti del settore sono aspetti decisivi per un progressivo aumento della qualità nelle cure oncologiche in Alto Adige.

Per questa ragione ci siamo posti gli obiettivi della certificazione internazionale dei nostri reparti e di sviluppare i centri di competenza in Alto Adige nell’ambito dei quali possano essere eseguiti i necessari interventi.

In quest’ambito un trattamento pre- e post-operatorio dovrà essere comunque possibile anche in futuro negli ospedali a livello locale” sostiene l’assessora Martha Stocker.

I coordinatori del progetto, Oswald Mayr e Luca Armanaschi, hanno illustrato nel corso delal conferenza stampa i prossimi passi. Oswald Mayr ha sottolineato che” Non essendoci più ostacoli per la certificazione ISO 9001 della chirurgia oncologica nell’Azienda sanitaria provinciale, abbiamo posto le basi per le varie certificazioni specialistiche.

Grazie alle certificazioni, come è testimoniato dalle statistiche effettuate a livello internazionale, è possibile ridurre il tasso di mortalità nei pazienti oncologici.

Si tratta di una vera e propria svolta per la sanità altoatesina e tutti i sette ospedali provinciali collaborano proficuamente a questo progetto”.

Luca Armanaschi ha quindi specificato che “Entro il 2018 vogliamo conseguire queste certificazioni specialistiche per i reparti di chirurgia generale, urologia, ginecologia ed otorinolaringoiatria. La certificazione rappresenta un salto qualitativo notevole ed è soggetta a verifiche annuali da parte di certificatori esterni.

Attualmente a livello provinciale vi sono 46 chirurghi dedicati al settore oncologico e sono complessivamente 27 i reparti ed i servizi dotati di certificazione ISO 9001.

Già oggi i sette ospedali sono collegati settimanalmente in videoconferenza per trattare a livello di equipe i tumori del colon retto o del tumore alla mammella. È stato inoltre avviato un lavoro di benchmarking a livello europeo grazie al quale le strutture provinciali vengono confrontate con oltre 200 strutture d’eccellenza.

In quest’ambito è importante anche la collaborazione delle associazioni dei pazienti. Attualmente vi sono in Alto Adige 46. Grazie alle certificazioni contiamo di ridurre la mortalità legata a problematiche oncologiche in una percentuale compresa tra il 7 ed il 20%”.

L’esperta germanica nel settore delle certificazioni, Simone Wesselmann, ha quindi sottolineato l’importanza della certificazione internazionale mentre il punto di vista dei pazienti è stato evidenziato dal presidente della Lega per la lotta contro i tumori, Paolo Coser, il quale ha espresso il pieno sostegno al progetto anche a nome della Südtiroler Krebshilfe.

4 Luglio 2015


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