L’incidente mortale sulla pista da slittino Croda Rossa in alta val Pusteria che il primo marzo di tre anni fa costò la vita ad un giovane turista romano, non può essere considerato solo conseguenza di fatalità. Ne è convinta la Procura della Repubblica di Bolzano. Nell’incidente – lo ricordiamo – morì Romano Campiti, un ragazzino di 14 anni di Roma che si trovava in ferie in Alto Adige con i genitori e che uscì di pista rimanendo ucciso sul colpo contro un albero. Sotto processo per presunte responsabilità colpose ci sono il maestro di sci a cui il ragazzino era stato affidato ed i responsabili della pista. A questi ultimi la Procura ha contestato l’aggravante dell’evento prevedibile dato che solo dieci giorni prima era avvenuto un analogo incidente, senza che fossero prese contromisure per rendere la pista più sicura
SCHIANTO MORTALE SULLO SLITTINO. LA PROCURA CONTESTA L’AGGRAVANTE
20 Giugno 2015
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