Dieci autotrasportatori occupati presso la filiale Amazon di Trento hanno depositato ricorso al Tribunale del lavoro del capoluogo per il recupero delle trattenute illegittime sulle rispettive buste paga. Lo rende noto un comunicato del Sindacato di base multicategoriale (Sbm), precisando come quella appena presentata sia la seconda causa giudiziale che viene promossa, nel giro di un mese, dai “driver” trentini che effettuano le consegne per conto di Amazon. Oggetto del ricorso alla magistratura del lavoro riguarda le numerose decurtazioni effettuate sui loro stipendi a titolo di danni o multe che la società Inbox Srl, società vicentina che opera per conto di Amazon Italia Transport, ha effettuato. La Inbox, riporta la nota del sindacato, avrebbe detratto somme, anche consistenti, al proprio personale viaggiante imputandolo di presunti danneggiamenti dei veicoli e quasi 2.300 euro di multe per consegne nel centro storico di Trento. Le dieci cause sono state assegnate al giudice dottor Giorgio Flaim, che ha fissato la prima udienza il prossimo 14 settembre alle ore 9. [mda]
DIECI ‘DRIVER’ DI AMAZON INTENTANO CAUSA A TRENTO

12 Maggio 2021
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